Ales

Situato sulla sommità di una piccola valle ai piedi del Monte Arci, Ales (Abas in sardo) è un piccolo comune della Sardegna centrale, in provincia di Oristano. L’intero territorio si caratterizza per i suoi rialti e per i colli sassosi mentre le tipologie rocciose rivelano l’originale natura vulcanica del monte. Il territorio di Ales si estende sino al cuore del Monte Arci raggiungendo punte di 739 metri con Conca de Seda e di 732 con Genna Spina, dove si trova il pianoro di Acqua Frida, celebre per le sue acque limpide e fresche , per i fitti boschi di leccio e per il suggestivo ambiente naturale costituito da una variegata macchia mediterranea. Il monte Arci è stato inoltre importantissimo nella storia della Sardegna e specificamente nella sua storia mineraria preistorica per via dell'ossidiana, essenziale roccia vetrosa molto abbondante nelle sue falde.
Ales ha sempre rivestito un ruolo determinante nell'economia della Marmilla ospitando scuole, strutture sociali, sedi di importanti enti pubblici e privati, di forza pubblica e uffici vari. L'articolazione planimetrica urbana e l'aspetto dignitoso di alcuni edifici rivelano la funzione di capoluogo di diocesi (probabilmente una delle più piccole d’Italia) esercitata fin dal Medioevo e le cui prime attestazioni documentarie risalgono al XII secolo.

Monumenti e luoghi di interesse

La più piccola sede Vescovile d’Italia ospita la maestosa Cattedrale dei Ss. Pietro e Paolo, costruita per volere della Contessa di Quirra Violante Carroz che nel proprio testamento, oltre alla cospicua somma di 5.000 lire, diede ampie indicazioni sulle modalità costruttive e, soprattutto, ordinò di attingere alle altre sue rendite affinché l'opera venisse completata. Poiché la Cattedrale costruita dalla Contessa di Quirra venne distrutta da un incendio alla fine del XVI secolo, i lavori di ricostruzione presero avvio nel 1686 per iniziativa del vescovo di Ales, monsignor Didaco Cugia, sotto la direzione del capomastro genovese Domenico Spotorno che la dotò di preziose forme barocche. Fonti non confermate affermano che già la prima cattedrale di San Pietro venne costruita sulle rovine di un antico tempio sacro del quale si ignorano le origini.
La cattedrale ,ricchissima di marmi, si trova in posizione scenografica dominante, al centro del paese, su un ampia piazza terrazzata, raggiungibile tramite una scalinata. La facciata, dal coronamento curvilineo, è incorniciata da due campanili gemelli, collegati da un terrazzino munito di una balaustra in pietra tufacea, sotto il quale si apre un portico con arco a tutto sesto. All’apice del prospetto è collocata una statua di San Pietro. Coronano l’edificio le due cupolone in cima a ciascun campanile e la grande cupola ottagonale, alta 36 metri, che si eleva all’incrocio della navata col transetto. L'altare maggiore, il presbiterio e balaustrata sono tutti di fino marmo.
Vi sono altre tre chiese delle quali quella di Santa Maria è la più antica; esiste un documento che ne testimonia l'esistenza fin dal 1535; San Sebastiano,costruita nel 1663, il cui frontone, in origine, era a forma di doppia S; La Beata Vergine del Rosario, detta Cappelledda, completata nel 1721, di facciata planare, costruita in calcare verde e giallognolo, con campaniletto a vela. Da segnalare anche il Seminario tridentino (1826) e l'Episcopio (1935).
Su un colle isolato non molto distante da Ales è possibile ammirare le rovine dell’antico Castello di Barumele il quale, quasi certamente, veniva utilizzato come presidio di difesa per le vie d’accesso alla Marmilla nel quale alloggiava una guarnigione di soldati e un castellano. La costruzione, risalente probabilmente al XIII secolo, conserva oggi solo alcuni resti di una delle due torri di forma ottagonale che consentivano l’avvistamento dei nemici.
Il castello, famoso perché appartenuto alla contessa Violante II di Carroz, è avvolto da un fitto alone di mistero: una delle tante leggende locali narra di un tunnel che collegherebbe il Castello Aragonese dei Carroz con i sotterranei della Cattedrale, custoditi dalla famigerata musca maceda, enorme insetto posto a guardia dei tesori tuttora celati nelle viscere del colle di Barumele.
Il primo maggio 1977 si inaugurò ad Ales lo spazio pubblico dedicato ad Antonio Gramsci dal suo paese natale, mediante la trasformazione della piazza del mercato. Lo scultore Giò Pomodoro, invitato dagli Amici della Casa Gramsci di Milano, scelse di realizzare uno spazio comunitario e agibile e non un monumento celebrativo, allestendo un piano d'uso triangolare in pietra con inserite varie figure che richiamano le varie fasi della vita travagliata di Gramsci e con alcuni elementi simbolici, quali la fontana e il focolare. Al lavoro partecipò la popolazione locale coinvolta anche nelle scelte del pietrame (calcare di Masullas) e nell'inserimento di pietra di Trani per la lastra incisa e le panchine, in una sorta di connubio tra genti diverse. Il nucleo centrale è nel focolare quadrangolare ribassato rispetto al livello della piazza, coperto di ciottoli di basalto rosso e nero, recuperato con il ripristino di una cava di Mogoro. Su alcune delle pietre sono inoltre riportate alcune parole in sardo: sa terra (la terra), s'agua (l'acqua), su fogu (il fuoco), sa pedra (la pietra), su soli (il sole), sa luna (la luna), sa roda (la ruota).

MUSEI

  • Museo del Giocattolo Tradizionale della Sardegna ubicato nella frazione di Zeppara
  • Museo di Cinefotografia
  • Museo Diocesano di Arte Sacra - Cattedrale di Ales